giovedì 28 giugno 2007

Messaggiando con la Feli

- Ciao! Come stai? Lo studio? Io non ce la faccio più... sto diventando pallida e sbattuta come una della Cattolica... aiuto! Settimana prossima si festeggia la fine degli esami? Promettimelo con segni paralinguistici!

- Ciao Feli, ho deciso di adottare un delfino! Come lo chiamo? "U" o in un altro modo?

- Ma chi ti dice che quello in realtà è un delfino? Può essere Cerruti che fingendosi tale si inserisce in un metacontesto acquatico... facendoti diventare ebefrenico...

- Sto già ridendo come un ebefrenico... Anzi, sto emettendo segnali "U" che esplicano la relazione "rottura di coglioni"!

- Lascia stare... io sono nel cyberspazio a ritrovare me stessa mentre un omino di pacman mi rincorre per fare sesso virtuale! Veramente, che palle!

Filippo & Feli

lunedì 25 giugno 2007

Se domani farà bel tempo

"La felicità se la tira davvero troppo" scrive Luca Bianchini sul retro della copertina di questo suo nuovo libro. E se lo dice lui, autore di uno dei più grandi romanzi pop degli ultimi anni, l'indimenticabile Instant Love, in un certo senso bisogna fidarsi. Ma non troppo, mi raccomando.

Il protagonista della storia è Leon, un capriccioso rampollo milanese, che divide le proprie giornate tra ozio, cocaina e la fidanzata Anita. Ma ecco che quando il terzo componente della sua perfetta equazione decide di lasciarlo per il suo migliore amico, qualcosa si disintegra nella routine quotidiana del ricco Leon: e allora via verso un piccolo paesino delle colline toscane, dove incontrerà l'autorevole donna Lavinia, il sentimentale Ricardo ed un mondo a lui del tutto sconosciuto, fatto di duro lavoro, vini pregiati e sentimenti genuini.

Bianchini riesce a cambiare totalmente registro di narrazione in questo terzo romanzo, allontanandosi dalle realtà più glamour dei precedenti lavori e puntando ad un'analisi più approfondita della crisi individuale del proprio protagonista. Nel fare ciò, giustamente, adotta una narrazione in prima persona, ma che tuttavia garantisce al lettore un'immedesimazione non totale, lasciando così ampio spazio ai giudizi ed alle interpretazioni personali.

Numerosi gli spunti tra la rosa dei personaggi: Ricardo, il cubano sognatore che insegna i balli latini alle proprie colleghe, e Giulia, la ragazza innocente ma non ingenua, si caricano di positività ed emergono dalle pagine come le presenze più belle dell'intero racconto. Anita, la donna del desiderio che si allontana, poi torna, e poi si allontana di nuovo, richiama alla mente la Stella di Ti seguo ogni notte, ma con una personalità più nobile, capace di adombrare i capricci femminili del suo eterno tira-e-molla.

L'amico di college Stéphane, invece, viene sviluppato poco e non assume alcun ruolo importante durante tutta la narrazione, deludendo chi si aspettava molto di più da un personaggio presentato con notevole enfasi, ma che non riesce ad oltrepassare i meno definiti margini della storia: un accenno interessante, che tale rimane. Purtroppo.

Nel complesso, tuttavia, il romanzo risulta molto gradevole alla lettura. Alcune tecniche della narrazione, come le lunghe telefonate tra Leon ed i suoi familiari, mostrano un Luca Bianchini sempre alla ricerca di nuovi espedienti letterari, che in questo caso colpisce nel segno. Da apprezzare l'accurata ricerca nel linguaggio, che trova un sublime stridio tra il milanese sboccato di Leon e l'amabile accento toscano della popolazione di Trequanda.

Filippo Piva

giovedì 21 giugno 2007

Giochino

Risolvi questo Rebus e scoprirai qual è la mia attività preferita degli ultimi mesi... (7,2,6)

Filippo

lunedì 18 giugno 2007

Week-end a Riccione

Week-end trascorso a Riccione. Chiedendo umilmente scusa alla Sara ciao per non averla avvisata della mia presenza sulla costa adriatica, vediamo di stilare una top 5 di questo fine-settimana passato nella terra della piadina. Che non ho mangiato, accidenti a me.

5) Animanera: un liquore alla liquirizia davvero buono. E lo posso assicurare, perchè a me la liquirizia non fa esattamente impazzire; però un sorsetto di cremosa magia di color nero (anzi, afroamericano) non si può rifiutare. Ma neanche due. E nemmeno tre...

4) Adriana Volpe & il fitness: chi lo sapeva che negli scorsi giorni Kledi, Barbara Chiappini e la signora dell'inutilità catodica Adriana Volpe (come ha scritto la mitica Selvaggia Lucarelli) sarebbero stati ospiti di una manifestazione fitness proprio a Riccione? Visto che belle sorprese che ti riserva la vita? Top dell'intera fiera: gli assaggi gratis della nuova Coca Light. E ho detto tutto.

3) Strozzapreti al Purret: ovvero, pasta con vongole, rosmarino, pancetta, pendolini (i pomodori, non i treni) e ceci. Ultimo ingrediente non riscontrato nel piatto, ma solo nel menu. Un piatto non convenzionale, ma che mi è piaciuto molto. Un applauso per il cuoco del Tanimodi di Riccione.

2) Linus: a proposito di ristorante, chi potresti trovare appollaiato sul tavolo accanto mentre stai divorando i tuoi strozzapreti? Ma il dj Linus, è ovvio. La voce è fenomenale; certo, l'abbiamo sentito sparare qualche giudizio un po' caustico su un suo ben noto collega, ma è stato bravo e ci ha concesso la foto con molta disponibilità. Quindi per stavolta metto da parte l'animo gossipparo e premio l'umiltà: grande Linus.

1) Un uccello controvento: una rondine, credo, ma non ne sono sicuro. Una scena meravigliosa: 'sto povero cristo di volatile che si sforzava come un dannato di andare verso il mare e invece le correnti opposte lo tenevano esattamente fermo nello stesso punto. Finché non ha deciso di fregarsene della meta e si è lasciato trasportare dal vento, chissà dove. Se l'avete visto, siete pregati di contattare la famiglia. Grazie.
Filippo

sabato 16 giugno 2007

Il compleanno di Jack Sparrow


Mercoledì, giornata di svacco totale. Archiviato mentalmente l'esame di economia, nonostante qualche piccolo effetto collaterale che ancora mi spinge a preferire prodotti italiani per aumentare il PNL, mi ritrovo alle 12 in punto vicino a Spizzico, in piazza Duomo, con la Michi Piadina e la Granatina Mumu.
Scopo della riunione: trovare un regalo per Davide che quella sera avrebbe fatto una festa di compleanno. Ma si sa, si pensa meglio a stomaco pieno, dunque fiondiamoci da Spizzico e vediamo di drogarci per benino di carboidrati. Che poi la pizza che fanno lì è qualcosa di incredibile: credo sia l'unica che masticata per bene ed impastata intorno alla lingua potrebbe far uscire una bella bolla, proprio come le Big Bubbles. A proposito, le vendono ancora? E' un sacco che non ne sento parlare.
Finito il salutare pasto, girovaghiamo per il centro alla ricerca di un'ispirazione. Nel frattempo incontriamo Vittorio e Marco del reality "La sposa perfetta". Non era bastato sapere che Sara, un'altra concorrente di quel programma, faceva la nostra scuola e frequentava abbastanza assiduamente la biblioteca del secondo piano (per i non Iulmini, quel luogo potrebbe essere una piazza, un parco divertimenti, un pub, un internet café... insomma, tutto ma non una biblioteca: c'è più rumore che in stazione centrale). Vabbeh, quanti Vip... e io che non sono ancora riuscito a incontrare Guendalina del Grande Fratello. Maledizione.
Ma torniamo al problema: cosa regalare ad un patito di cinema, con una sfrenata passione per i Pirati dei Caraibi e per i film di Tim Burton? L'idea di regalare il set da mare di Jack Sparrow mi viene bocciata in tronco. Eppure a me piaceva. Valle a contraddire, 'ste donne.
Intanto che guardo la vetrina di David Mayer, che è sempre una fonte di ispirazione, mi si avvicina una tipa e mi fa: "Ciao!". E mi guarda.
Al che un po' imbarazzato inizio a fare la lista di quelle che conosco, ma questa proprio non c'è. "Ciao... ma ci conosciamo?". No, non ci conosciamo. Cerca volti nuovi per un'agenzia di spettacolo. Che ridere.

Dopo essermi assicurato che non avrei dovuto pagare mezzo euro, le lascio il nome e il numero di telefono. Le mie amiche ridono qualche metro più in là, pronte a sfottermi per il resto del pomeriggio. Se non fosse che Alessia (si chiamava così la tipa), si rivolge anche a loro e chiede generalità etc etc. Grasse risate, soprattutto quando la Michi si rifiuta di ammettere la propria esperienza precedente nel mondo del porno amatoriale. Dai, non essere modesta.

Poco dopo ci raggiunge la coloratissima Sara Ciao, che ci accompagna alla Fnac. Qui troviamo un poppante alto 1 metro e 20 attaccato ad uno schermo più alto di lui. Sta giocando con la Playstation 3 al gioco dei Pirati dei Caraibi. Illuminazione divina.

Acquistiamo e andiamo. Convinco la Granatina Mumu ad utilizzare il nuovissimo navigatore regalatole dal padre (Signor Lucchesi, nel caso ne avesse un altro, il mio numero lo sa sua figlia) ed a raggiungermi in viale Bacchiglione, sotto casa.
La Mumu arriva alle 8 con la sua carissima Matiz. Canna il parcheggio, glielo rifaccio io perchè sono troppo in ansia per i suoi specchietti. E poi via verso Porta Genova.

La Michi Piadina ci aspetta là. Arrivati, scopriamo che la destinazione, un pub chiamato Alchimia, è molto più vicina a viale Bacchiglione che non a Porta Genova. Evvai così. Troviamo il locale e aspettiamo Davide. Che arriva da lì a poco, accompagnato dallo Zillo. Ma che riesce a trovare parcheggio soltanto mezz'ora dopo. Olé.

Entriamo e ordiniamo da bere. Nel frattempo arriva Simo, che arriva ma non prende niente. La cameriera fa la faccia indignata, Simo la manda simpaticamente a cagare. Ma a bassa voce, perchè è un ragazzo educato.

Arriva il mio Cosmopolitan, vecchio amico. Ricordo ancora della mia piena pomeridiana a base di quel cocktail insieme alla France. Un'esperienza unica, che però non posso raccontarvi qui, ci vorrebbe troppo tempo.

Fatto sta che a casa non avevo mangiato nulla, convinto che all'Alchimia ci fosse l'Happy Hour. Giustamente mi fanno notare che non si fanno gli aperitivi alle 21 e 30. Mentalmente mi do del pirla, e butto giù il Cosmo a stomaco vuoto. Tempo 10 minuti ed inizio a ridere come un deficiente: tipico effetto Cointreau.

Usciti dall'Alchimia, portiamo a casa la Michi (che col suo cavolo di collegio ha gli orari fissi) e ci imbarchiamo per il Mom, un pub con un parchetto intorno, pieno zeppo di cannaioli, birrari e studenti con tanta voglia di ridere e di tirare bottiglie vuote contro le macchine parcheggiate. Incontriamo anche Giorgio dmt che ci comunica il suo 30 in cinema. Grandissimo.

La serata si conclude davanti al chiosco del lurido, dove Simo e lo Zillo decidono di sfidare le leggi del colesterolo e si buscano rispettivamente un panino con la cotoletta ed un hot dog con i wurstel. Evviva la dieta mediterranea.

Morale della favola:
1) se hai un Cordon bleu in frigo e ti invitano all'Alchimia alle 9, vedi di cucinartelo prima di uscire di casa;
2) se decidi di andare al Mom in macchina, ti conviene parcheggiare un po' lontano dal boschetto.

Filippo

venerdì 15 giugno 2007

Finalmente liberi

Dare l'esame di economia politica è un po' come fare la pipì dopo averla trattenuta 4 ore in coda sulla Salerno-Reggio Calabria. Un orgasmo sensoriale.
Dopo ore ed ore di attesa, dovute ad uno sbagliatissimo calcolo ad opera mia e della Lauri che già ci immaginavamo mercoledì mattina, belli e rilassati come due piccoli buddah, ecco che martedì pomeriggio, all'alba delle 17, arriva il nostro turno sul patibolo del costo marginale.

Finita l'interrogazione, sento la Lauri che urla e vedo la Corte che sorride. Ok, tutto a posto. Tra l'altro eravamo pure vestiti da bandiera italiana, come potete vedere dalla foto, quindi era una vera questione di orgoglio nazionale. W l'Italia, e abbasso i cugini d'oltralpe, tanto per rimarcare l'astio!

Tra l'altro volevo comprarmi una Fred Perry bianca con le righette rosse e blu, ma sto seriamente riflettendo sull'incoerenza di un acquisto simile. Vabbeh, ma questa è un'altra storia.

Finito l'esame, dobbiamo festeggiare. Ripenso ai vari costi, ai ricavi, alle curve di domanda, all'aliquota fiscale e mi scende una lacrima. Che cazzata. L'istinto è quello di bruciare il libro, ma in tal caso dovrei pagare interamente il suo ammortamento con una conseguente perdita nello stato patrimoniale: dunque lo rivendo, a qualcosa sarà pur servito tutto 'sto studio, no?!

Chiamo la Cinzy, la Michi Piadina, Giorgio&Manuel (indivisibili, come Cip&Ciop, o forse come Dolce&Gabbana, chissà). Chiamo anche la Fra Trapani, ma è a Trento con un "amico". Un po' la invidio, perchè avrei voluto anche io trascorrere la serata con la mia persona speciale, però no se puede.

Ore 19 e 30 in Porta Genova. Il viaggio in metro viene supportato dallo Zen Creative, un fedele lettore mp3 che però sta tirando le cuoia, o forse sta solo chiedendo più libertà, visto che decide autonomamente canzoni, volume e stazione radio.

Arrivo, e la Cinzy svetta dall'alto del suo metro e mezzo di pura pasta calabrese: si è messa in tiro la ragazza. Frigna qualcosa sul fatto che sta iniziando a piovere. Io le dico che è qualcuno che sputa. Lei mi dà del cretino. Io concordo mentalmente. Poi mi dice che ci aveva pensato anche lei. Evviva lo IULM.
Poco dopo ci raggiunge la Michi Piadina, di ritorno dal tour immobiliare del pomeriggio. Saliamo sui mezzi e via verso i navigli. Si poteva anche andare a piedi, ma la Cinzy aveva i tacchi e non si voleva sbattere.

Arriviamo allo Slice e mi chiama Giorgio, avvisando del suo imminente arrivo accompagnato dal socio made in Toscana. Ci preparano un tavolino all'esterno, sulla strada: deliziosa l'esperienza di aperitivare inclinati di 30 gradi. Ciò nonostante, gli gnocchi al gorgonzola dello Slice non tradiscono le aspettative. E così, un paio di Aperol Sour e qualche decina di zanzare uccise dopo, si decide di fare quattro passi. Direzione colonne.

La Cinzy rompe ancora per i tacchi. Allora la prendo sulla schiena e mi diverto a fare il figo del "Tanto pesi meno di 40 chili, non ti sento neanche". Arrivati alle colonne la scarico, un po' perchè eravamo arrivati, un po' perchè ero talmente sudato che anche volendo sarebbe scivolata giù. Sarò forse così riuscito a smaltire i fusilli gorgonzola e noci di Pastarito? Ai posteri l'ardua sentenza.

Andiamo al Colonial. Dopo una breve sosta davanti alla porno-vetrina di scarpe, di cui potete ammirare la foto, entriamo in questo locale arredato in stile arabo con baldacchini (e baldracchine) degni di un harem. L'atmosfera si riscalda, e la faccia della Michi in questa foto lo esprime con chiarezza. Troppo ridere.

A mezzanotte si opta per il rientro: sarà che Giorgio avrebbe dato l'orale di sociologia il giorno dopo, sarà che le due giornate di reclusione in aula studio mi avevano lasciato due occhiaie degne di un vampiro allergico al sangue. La Lauri chiama per sapere dove siamo, in preda ad una semi-sbronza da sake: vabbeh, sarà per un'altra volta. La Cinzy ed io prendiamo il tram.

Sale un personaggio a dir poco inquietante: un trans sformato, tutto sudato, scalzo e con un'evidente macchia di umido a livello genitale. Poi guardo meglio e noto degli strani lividi lungo tutto il braccio, come quelli che possono lasciare delle corde troppo strette ai polsi. Una figura tragicomica.
Arrivo a casa dopo una mezz'oretta ed inizio a pensare. Chissà cosa staranno facendo i miei amici. Chissà cosa starà facendo quel trans. Chissà cosa starà facendo il prof di economia. Chissà cosa starai facendo tu.
Un'invisibile carezza, e mi addormento secco.
Filippo

giovedì 14 giugno 2007

Sempre più Fiorda

Musica, televisione e teatro. Fiordaliso rinasce come artista e pubblica un nuovo singolo, dal titolo “Io muoio”, con Gianni Fiorellino. Tutto qui? Assolutamente no. Dopo due anni trascorsi alla corte di Magalli in Piazza Grande, la “Fiorda” nazionale conquista l’occhio di bue con il musical “Menopause”, successo di pubblico e di critica. Non si dimentica, però, della sua città d’origine: e così Marina Fiordaliso torna ad esibirsi per i suoi fan piacentini, al Chikos di Borgotrebbia, cantando i suoi brani più famosi e scherzando amichevolmente con il pubblico. D’altronde lo diceva, lei, che “non voleva mica la luna”.
Com’è nata questa collaborazione con Fiorellino?
- Siamo amici dall’ultimo San Remo a cui ho partecipato e il nostro rapporto è diventato più saldo con Music Farm. Un giorno, poi, mi ha chiamato per presentarmi questa canzone scritta e messa in musica da lui; aveva bisogno di una voce femminile ed io mi sono innamorata di questo brano. Per la prima volta è una storia d’amore di un ragazzo giovane e di una donna più grande: nessuno aveva ancora messo in musica questa cosa -.
È previsto anche un album?
- Sì, c’è un album in cantiere che dovrà essere ultimato in autunno -.
C’entra qualcosa tutto questo con il cambiamento di manager?
- Un po’ sì, ma la colpa è soprattutto di Fiorellino. Diciamo che ho cambiato più in generale la mia vita negli ultimi anni, ho fatto teatro con Marisa Laurito e Fioretta Mari ed è stata un’esperienza stupenda. “Menopause” è stato un grandissimo successo e l’anno prossimo abbiamo intenzione di riprenderlo. Ho veramente cambiato la mia vita, e dunque dopo tanti anni ho cambiato anche manager -.
Teatro, dunque: cosa le ha lasciato questa esperienza?
- Delle amiche prima di tutto. E poi più sicurezza, voglia di cambiare direzione: quando c’è un cambiamento nelle persone è sempre positivo. Marisa e Fioretta sono grandissime professioniste, mi hanno insegnato un sacco di cose. Grazie a “Menopause” ho avuto tanti riconoscimenti che non mi aspettavo, e quindi questa è una strada che vorrei assolutamente continuare -.
In televisione ha lavorato a Piazza Grande…
- Sì, ho lavorato a Piazza Grande per due anni, ma adesso ho deciso di lasciare tutta la tv in stand-by -.
Non farebbe nemmeno un reality?
- Beh, io ho partecipato a Music Farm che è un reality un po’ particolare perché lì ognuno fa il proprio lavoro. Per il resto non saprei, andrei volentieri all’Isola dei Famosi per migliorare la mia forza e per vedere dove riesco ad arrivare: dev’essere davvero un’esperienza tosta -.
Altri progetti per i prossimi mesi?
- Io ne avrei tanti, ma non saprei davvero come organizzare la giornata. Anche perché a fine mese inizio una tournée in Canada, poi devo andare in Russia, in Lettonia, in Israele, in Turchia... non so davvero come farò con tutti questi impegni. E poi vorrei tanto che la musica italiana tornasse in auge. Sto facendo guerra ai network, queste grandi radio che mettono tutte quante la stessa musica: così passo a tappeto tutte le altre radio d’Italia, perché tutte insieme queste emittenti hanno molti più ascoltatori di quei cinque o sei network che impazzano -.
Filippo Piva
da Libertà del 11/06/2007