domenica 14 ottobre 2007

Un colloquio spettacolare

Maggio, Duomo di Milano. Fisso davanti alla vetrina di David Mayer, aspetto che la Granatina mumu e la Micky Piadina attraversino la strada. Al che mi si avvicina una ragazzotta piuttosto carina e mi chiede: "Ciao, sei interessato a lavorare nel mondo dello spettacolo?". Lascio i dati, mentre più in là le mie amiche ridacchiano pensando già a come sfottermi in seguito. Se non che la tipella si rivolge anche a loro e porge la stessa domanda. Niente sfottò.
Giugno, sempre Duomo di Milano. Il Giamma ed io passeggiamo tranquillamente davanti alle vetrine della Rinascente. Al che mi si avvicina un'altra ragazzotta piuttosto carina e mi chiede: "Ciao, sei interessato a lavorare nel mondo dello spettacolo?". Lascio i dati anche stavolta, mentre lei sorride. Poi guarda il Giamma. E se ne va.
Questa mancata richiesta è costata qualche mese di psicanalisi al mio migliore amico.

Ottobre, zona S. Ambrogio. L'agenzia di moda PF Immagine (con le mie iniziali, che tenera) mi contatta per un colloquio. Io rido e accetto. Qualche ora prima dell'appuntamento mi mandano pure un messaggio di incoraggiamento, ricordandomi l'indirizzo che ovviamente mi ero dimenticato ed augurandomi in bocca al lupo per la grande prova che mi avvrebbe atteso qualche ora più tardi. Assurdo.
Ovviamente chiedo al mio socio Giamma di accompagnarmi. Ed ecco che nel tragitto, mentre noi ridiamo come dei cretini ed iniziamo una disperata ricerca di un Mc Donald's, ci imbattiamo in un tipo biondo, alto poco più di me: sul volto i segni di una lampada fatta qualche ora prima, i capelli biondi ultra ingellati, abbigliamento fighettissimo tutto Tommy Hilfiger comprensivo di smanicato imbottito. Peccato per i 27 gradi.

Entriamo nell'agenzia e ci ritroviamo davanti un ragazzo con occhiali da sole (al chiuso, mah) e tre ragazzine di cui: la prima agitatissimi che continua a ripetere "Oddio, speriamo vada tutto bene", la seconda con un grazioso volto che palesava una parentela con l'urlo di Munch e la terza che avrebbe comodamente potuto mangiare le altre due in un sol boccone. Gnam.

Entra una ragazza della PF Immagine ed inizia a chiedere: "Tu devi fare il provino?". Lo chiede alla ragazza tesissima. Lo chiede al ragazzo occhialuto. Lo chiede all'urlo di Munch. Lo chiede alla lottatrice di sumo. Lo chiede a me. Poi guarda il Giamma. E chiude la porta.
Altri tre mesi di terapia.

Il colloquio ha annoverato domande del calibro di "Da 1 a 10, quanto vorresti lavorare nel mondo dello spettacolo?", "credi di essere una persona determinata?", "facci una presentazione di te stesso". Pessimo. Ma la domanda fondamentale resta pur sempre "credi che i tuoi genitori sarebbero disposti a pagarti un book fotografico?".

Esco, mentre la ragazza mi ripete che il giorno seguente mi avrebbe fatto sapere il verdetto. Nella sala d'aspetto è seduto il biondo griffato Hilfiger. Tana. Il giorno dopo ho ricevuto due chiamate dall'agenzia, ma non ho potuto rispondere. La prima, perché ero in metro. La seconda, perché ero in macchina con mio padre e non volevo che sapesse che ho fatto questo colloquio. Chissà se mi avrebbero preso...
Filippo

lunedì 17 settembre 2007

Chi è Chris Crocker?

La pessima performance di Britney Spears agli MTV Video Music Awards di quest'anno ha avuto la stessa pubblicità mediatica dell'attacco alle Torri Gemelle. In effetti è stato un fatto davvero grave; e ovviamente i giornali e le televisioni si sono letteralmente sprecati a suon di "la carriera della Spears è conclusa", piuttosto che "stiamole vicino in questo momento di difficoltà". Assurdo.
Tuttavia, il fenomeno è andato ben oltre. Cosa accade su Youtube a poche ore dalla disatrosa esibizione? Viene pubblicato un video girato da un fan della popstar, un finto biondino efebico che non lascia interrogativi sul proprio orientamento sessuale. Ed ecco che quel disperato "Leave Britney alone!" diventa tormentone.




Ora. La malattia dilaga, e Chris Crocker, questo il nome del biondino, diventa una superstar. Tutti i telegiornali americani mandano in onda il suo straziante sfogo in favore della sua Britney. Ed un DJ traduce tutto ciò in musica, creando il suo singolo d'esordio.




Non ho parole. Davvero.

Filippo

venerdì 14 settembre 2007

Dissidio interiore

Forse oggi non è proprio la giornata più adatta per aggiornare il blog. Sono un po' nervosetto, e poi Jan mi consiglia l'eutanasia. Però "chemmefrega": quindi lo aggiorno.

Purtroppo non ho dato l'esame dell'11. A sole ventiquattro ore dalla prova mi mancavano ancora 200 deliziose pagine del libro "L'industria culturale", sul quale i miei amici dell'università mi hanno detto esserci domande del tipo: "A che pagina viene citato per ben 4 volte lo storico dell'arte Erwin Panofsky?". Schifo.

Dunque, dopo aver preso una valanga di nomi dai miei ("Vedi a uscire tutte le sere?!"), ho deciso di tentare il doppio colpo al prossimo appello. Non scriverò più date e nomi degli esami, perché ho un improvviso attacco di scaramanzia. La Marchi mi ha detto di non farlo, e di mandarle una busta con 1000 euro in contanti. Io ubbidisco, perché sono malleabile. Forse troppo.

Detto ciò, il mio lettore mp3 ha ufficialmente chiesto il licenziamento. Si è messo in mutua perché dice di essersi rotto l'auricolare sinistro a causa del mio uso sconsiderato, e sembra abbia intenzione di intraprendere le vie legali. Maledetto ingrato.

Andrà sostituito. Ma devo anche comprarmi il portatile, e non so a quale dei due aggeggi tecnologici dare la precedenza: anche perché sta per arrivare sul mercato l'Ipod touch, figosissimo ed incredibilmente IULM style. Ho un dissidio interiore.

Volete darmi qualche consiglio? Tanto alla fine farò come al solito di testa mia, ma almeno potreste tentare di farmi ragionare.
Allora ci conto, un bacione a tutti
Filippo

giovedì 6 settembre 2007

E' tempo di riprendere

Il tempo vola, e l'11 settembre sembra sempre più vicino. Questa triste data corrisponde alla meravigliosa giornata in cui dovrò sostenere l'esame di "sociologia dei processi culturali", volgarmente detto "socio", per il quale sto preparando 3 deliziosi libri dei quali capisco in media una frase ogni cinque. Felicità.
Ipermediazione, rimediazione, loisir e trasparenza dei media. Una serie di paroloni inerenti allo studio dei media, che stanno riuscendo a rovinare tutte quante le attività che più mi piacciono (guardare la tv, andare al cinema e navigare su internet): ditemi voi quale mente malata riuscirebbe a leggere dietro a Disneyland un rimodellamento dei concetti di città turistica, genere cinematografico, trasmissione televisiva e centro commerciale statunitense. Un applauso per il signor Bolter.
Nonostante l'ansia da prestazione che aumenta via via ogni giorno, riesco ancora a trovare il tempo per una vita dignitosa. Come ogni settembre, mi sono iscritto in palestra. Terrò il conto di quante volte in un mese riuscirò/vorrò andarci e spero vivamente di superare le 10.
Piccolo pensiero per il mio amico Giamma, anche se tanto so che non legge mai il mio blog: vai tranqui che non tu non ci hai perso niente. Tornerà supplicando ed allora dovrai avere le palle per dire di "no". Ci scommetto la mia borsa dello IULM.
Terminata questa parte in codice, dedicherei una riga di silenzio per ricordare Gigi Sabani ed il big Luciano Pavarotti, che ci hanno lasciati entrambi nel corso della settimana.

Ultima notizia: oggi è uscito il nuovo video di Jennifer Lopez, Do it well. So che mi perdonate da sempre la mia fissazione per la chica del Bronx, quindi se vi va guardatevi 'sto filmato. Ok, non vi va. Non importa.
Baci a tutti


Filippo

giovedì 30 agosto 2007

Odio

Odio la pubblicità in mezzo ai film.
Odio la pasta scotta.
Odio aspettare un messaggio che non arriva.
Odio la pioggia quando devi studiare, perché ti fa venire sonno.
Odio il sole quando devi studiare, perché preferiresti uscire.
Odio non sapere cosa fare.
Odio chi tradisce, in amore ed in amicizia.
Odio le canzoni di 50 cent.
Odio quando non posso fare altro che stare a guardare.
Odio le code al casello.
Odio i lavori in corso che non finiscono mai.
Odio Fabrizio Corona.
Odio andare al cinema per vedere un film del cavolo.
Odio non essere considerato quanto vorrei.
Odio i leccaculo.
Odio il prezzo della benzina che sale.
Odio chi vive di pregiudizi.
Odio chi non capisce, e ancora di più chi non vuole capire.
Odio la sveglia quando ho un sonno boia.
Odio la gelataia di piazza Duomo.
Odio le soap opera del pomeriggio.
Odio le salsine nei panini del Mc Donald.
Odio i falsi.
Odio non poter rimediare ai miei errori.
Odio chi ferisce i miei amici.
Odio lo spazio, e ancora di più il tempo.
Odio essere dato per scontato.
Odio la gelosia.
Odio quando finiscono gli estathé.
Odio gli estathé decaffeinati.
Odio aspettare senza motivo.
Odio le brioches con i confetti di zucchero sopra.
Odio i semini nel gelato alla fragola.
Odio gli egoisti.
Odio chi non ha rispetto per il lavoro altrui.
Odio chi pretende, e non dà niente.
Odio aver paura.

Filippo

lunedì 27 agosto 2007

VIP Spagna 2007

Come anticipato, eccoci giunti alla top 7 dei personaggi incontrati durante il soggiorno estivo d'oltre-Pirenei. Ma non perdiamo tempo in chiacchiere ed iniziamo subito. Vai con la chart-run-down (oddio, sembro la cinese di Top of the pop...)!

7) Ale di Bologna. Che in realtà non è proprio di Bologna, è di Trieste, ma si è traferito in Emilia per lavoro, perchè, sapete, fa il tributario, che è un lavoro piuttosto complicato, anche se interessante, e non ti lascia tantissime ferie, e allora quelle poche che ha decide giustamente di impiegarle a ... rompere i coglioni a chi sta cercando di divertirsi a Torremolinos. Ma quanto è bello ritrovarsi una cozza logorroica attaccata ai coglioni? Non troppo. Specialmente se alla sera ti pedina per tutti i locali, esibendo un'imbarazzante t-shirt di Hello Spank e dichiarando pubblicamente di essere un ballerino hip-hop. Inopportuno.

6) Luka. Che non so se scrive con la "K" o con la "C", ma la lettere straniera esprime al meglio la sua condizione di altoatesino emigrato in Spagna per lavoro. Cinquant'anni d'uomo vissuto, un'esperienza che trasuda da ogni poro della pelle. Peccato per la scelta un po' expensive del ristorante in cui ci ha portato: due antipasti del cavolo ed un pesce evidentemente laccato d'oro, un tale besugo che non ha nulla da spartire con il Gabibbo, per un totale di 55 euro a persona. Con Mastercard. Ya, ya.

5) Antonio. E' stata la nostra guida turistica, e per questo gli vogliamo un gran bene. E mantiene il primato per essere l'unico malaghegno a rendersi conto della truzzaggine dilagante e nauseabonda dei suoi concittadini. Nonostante ci abbia proposto di accompagnarlo all'obrobrio della Feria di Malaga, una sorta di festa di Borgonovo ingigantita e molto più tamarra (e già quest'ultima non è da sottovalutare in quanto a tauri), per il resto è stato un autentico ragazzo d'oro. Scarpe della Lumberjack a parte.

4) Manu. Al motto di "Aqui todo el mundo pippa", ecco che a Granada lo zio Claudio ammalia questa splendida quarantenne sosia di Loretta Goggi. E allora arrivederci a Torremolinos, dove la ritroviamo dietro al bancone del bar "La Gorilla", un locus amenus della felicità sintetica. Con una figlia diciannovenne che la invita alla sobrietà, un matrimonio naufragato alle spalle ed un compagno attuale dalle idee un po' troppo confuse: un affresco eloquente di un'eterna adolescente ribelle. Che invece che tra i capelli, la riga se la fa in bagno.

3) La Tìa Paco. Proprietario del bar "La Gorilla", costui è uno degli imprenditori più capaci dell'intera Costa del Sol. Trovare, arredare e dirigere un piccolo barettino in un giardino interno di una località turistica è cosa da tutti. Nascondere dietro a questa attività un fruttuoso commercio di polvere bianca, beh, questa è una cosa da Paco. Denti (e setto nasale) distrutti a parte, si è reso famoso per il saluto "Biba la Itallia" che ci dedicava ogni volta. Nonostante fossimo l'unico gruppo di clienti a consumare unicamente sostanze liquide.

2) Bola. Pittore, artista, cantante. Un ultra-sessantenne che si toglie anni ed anni dalla carta d'identità, e si rincoglionisce ogni giorno di più a suon di alcol e chissà cos'altro. Una vera mascotte, resa indimenticabile da un impeccabile repertorio di melodie italiane: hit dell'estate, la versione rivisitata di "Ti vollio incullare". Cristian e Claudio ringraziano ancora questo fantascientifico individuo per aver consigliato loro di assaggiare l'Ajo blanco. Una zuppa di aglio raffreddata con ghiaccio e spolverata di mandorle.

1) Dolores. E' la zingara di Albaicin a trionfare nella nostra classifica, grazie alla statura direttamente proporzionale alla larghezza ed a quel gragarozzo da pellicano che ci ha fatti innamorare. Imprenditrice astuta, vende nacchere a 7 euro e legge la mano a prezzi variabili a seconda della lunghezza delle varie linee. Il delirio, però, si scatena all'uscita: "Dolores, que en el culo te van-den-brodes". Il significato lo cogliamo solo in parte, ma una settantenne che si definisce in questi termini non può che vincere la nostra sfida.

Filippo

mercoledì 22 agosto 2007

Spagna, non la Ivana

Eccomi qui. Dopo qualche settimana di assenza, riapre ufficialmente il vostro blog preferito, lo spazio su internet più bello del mondo intero, il sito dei vostri sogni. Oltre a questo, riapre anche il blog di Marvellouse, contenti? Fate segno di sì. Bravissimi.

E ritorno direttamente dalla grande cugina Spagna, che ho avuto l'occasione di visitare dal 7 al 16 di questo mese. Il viaggio è iniziato con due fantastici giorni a Granada, una delle più belle città dell'Andalusia. Non lo dico tanto per dire, lo sapete che non sono un tipo da luoghi comuni. Perchè si sa, fidarsi è bene, ma non fidarsi è meglio. E con l'euro è un po' tutto raddoppiato.

Purtroppo non sono riuscito a visitare l'Alhambra, con grande delusione di mio padre che è un accanito fan dell'omonima Seat. W le monovolume.

Tuttavia la cattedrale, il quartiere di Albaicin, la Plaza Nueva e tante altre piccole meraviglie hanno reso indimenticabile la nostra permanenza nella mitica Granada. Un grazie particolare ai gestori della tavernetta Minotauro, che ci hanno allietati con delle deliziose tapas e la migliore sangria che abbia mai bevuto.

Un po' meno grazie a chi ha progettato la rete urbanistica della città. Si narra che anche nel medioevo, la città fosse un'autentica fortezza, perchè anche i nemici più agguerriti restavano letteralmente disorientati davanti alla stupidità dei sensi unici del reticolo stradale. Vabbeh.

Terminata la parentesi culturale della vacanza, eccoci finalmente sulle spiagge meridionali di Torremolinos, una ridente cittadina della costa del Sol. Qui si guadagna in mare, spiaggia e locali notturni, ma si perdono irrimediabilmente la cultura ed il fascino spagnoli.

Per fortuna ci pensa la spiaggia Bolonia, direttamente sull'oceano Atlantico a risollevarci il morale: un vero paradiso naturale, con tanto di stupefacente collinetta di sabbia che sovrasta la pineta circostante. Un vero spettacolo.

Questa vacanza, però, non sarebbe stata mai così speciale senza la presenza dei miei due carissimi compagni di viaggio, Cristian e lo zio Claudio. Un grazie speciale ad entrambi.

Ma vi state forse chiedendo quali personaggi, quali storie si celano dietro a questi 10 giorni passati in terra straniera? No? Antipatici che siete.

Comunque sia nei prossimi giorni, potrete leggere curiosità, speciali e quant'altro sulla mia personalissima avventura andalusa. Che vi piaccia o no. A presto

Filippo