Giugno, sempre Duomo di Milano. Il Giamma ed io passeggiamo tranquillamente davanti alle vetrine della Rinascente. Al che mi si avvicina un'altra ragazzotta piuttosto carina e mi chiede: "Ciao, sei interessato a lavorare nel mondo dello spettacolo?". Lascio i dati anche stavolta, mentre lei sorride. Poi guarda il Giamma. E se ne va.
Questa mancata richiesta è costata qualche mese di psicanalisi al mio migliore amico.
Ottobre, zona S. Ambrogio. L'agenzia di moda PF Immagine (con le mie iniziali, che tenera) mi contatta per un colloquio. Io rido e accetto. Qualche ora prima dell'appuntamento mi mandano pure un messaggio di incoraggiamento, ricordandomi l'indirizzo che ovviamente mi ero dimenticato ed augurandomi in bocca al lupo per la grande prova che mi avvrebbe atteso qualche ora più tardi. Assurdo.
Ovviamente chiedo al mio socio Giamma di accompagnarmi. Ed ecco che nel tragitto, mentre noi ridiamo come dei cretini ed iniziamo una disperata ricerca di un Mc Donald's, ci imbattiamo in un tipo biondo, alto poco più di me: sul volto i segni di una lampada fatta qualche ora prima, i capelli biondi ultra ingellati, abbigliamento fighettissimo tutto Tommy Hilfiger comprensivo di smanicato imbottito. Peccato per i 27 gradi.Entriamo nell'agenzia e ci ritroviamo davanti un ragazzo con occhiali da sole (al chiuso, mah) e tre ragazzine di cui: la prima agitatissimi che continua a ripetere "Oddio, speriamo vada tutto bene", la seconda con un grazioso volto che palesava una parentela con l'urlo di Munch e la terza che avrebbe comodamente potuto mangiare le altre due in un sol boccone. Gnam.
Entra una ragazza della PF Immagine ed inizia a chiedere: "Tu devi fare il provino?". Lo chiede alla ragazza tesissima. Lo chiede al ragazzo occhialuto. Lo chiede all'urlo di Munch. Lo chiede alla lottatrice di sumo. Lo chiede a me. Poi guarda il Giamma. E chiude la porta.Altri tre mesi di terapia.
Il colloquio ha annoverato domande del calibro di "Da 1 a 10, quanto vorresti lavorare nel mondo dello spettacolo?", "credi di essere una persona determinata?", "facci una presentazione di te stesso". Pessimo. Ma la domanda fondamentale resta pur sempre "credi che i tuoi genitori sarebbero disposti a pagarti un book fotografico?".
Esco, mentre la ragazza mi ripete che il giorno seguente mi avrebbe fatto sapere il verdetto. Nella sala d'aspetto è seduto il biondo griffato Hilfiger. Tana. Il giorno dopo ho ricevuto due chiamate dall'agenzia, ma non ho potuto rispondere. La prima, perché ero in metro. La seconda, perché ero in macchina con mio padre e non volevo che sapesse che ho fatto questo colloquio. Chissà se mi avrebbero preso...
Filippo

Detto ciò, il mio lettore mp3 ha ufficialmente chiesto il licenziamento. Si è messo in mutua perché dice di essersi rotto l'auricolare sinistro a causa del mio uso sconsiderato, e sembra abbia intenzione di intraprendere le vie legali. Maledetto ingrato.

E ritorno direttamente dalla grande cugina Spagna, che ho avuto l'occasione di visitare dal 7 al 16 di questo mese. Il viaggio è iniziato con due fantastici giorni a Granada, una delle più belle città dell'Andalusia. Non lo dico tanto per dire, lo sapete che non sono un tipo da luoghi comuni. Perchè si sa, fidarsi è bene, ma non fidarsi è meglio. E con l'euro è un po' tutto raddoppiato.