giovedì 30 agosto 2007

Odio

Odio la pubblicità in mezzo ai film.
Odio la pasta scotta.
Odio aspettare un messaggio che non arriva.
Odio la pioggia quando devi studiare, perché ti fa venire sonno.
Odio il sole quando devi studiare, perché preferiresti uscire.
Odio non sapere cosa fare.
Odio chi tradisce, in amore ed in amicizia.
Odio le canzoni di 50 cent.
Odio quando non posso fare altro che stare a guardare.
Odio le code al casello.
Odio i lavori in corso che non finiscono mai.
Odio Fabrizio Corona.
Odio andare al cinema per vedere un film del cavolo.
Odio non essere considerato quanto vorrei.
Odio i leccaculo.
Odio il prezzo della benzina che sale.
Odio chi vive di pregiudizi.
Odio chi non capisce, e ancora di più chi non vuole capire.
Odio la sveglia quando ho un sonno boia.
Odio la gelataia di piazza Duomo.
Odio le soap opera del pomeriggio.
Odio le salsine nei panini del Mc Donald.
Odio i falsi.
Odio non poter rimediare ai miei errori.
Odio chi ferisce i miei amici.
Odio lo spazio, e ancora di più il tempo.
Odio essere dato per scontato.
Odio la gelosia.
Odio quando finiscono gli estathé.
Odio gli estathé decaffeinati.
Odio aspettare senza motivo.
Odio le brioches con i confetti di zucchero sopra.
Odio i semini nel gelato alla fragola.
Odio gli egoisti.
Odio chi non ha rispetto per il lavoro altrui.
Odio chi pretende, e non dà niente.
Odio aver paura.

Filippo

lunedì 27 agosto 2007

VIP Spagna 2007

Come anticipato, eccoci giunti alla top 7 dei personaggi incontrati durante il soggiorno estivo d'oltre-Pirenei. Ma non perdiamo tempo in chiacchiere ed iniziamo subito. Vai con la chart-run-down (oddio, sembro la cinese di Top of the pop...)!

7) Ale di Bologna. Che in realtà non è proprio di Bologna, è di Trieste, ma si è traferito in Emilia per lavoro, perchè, sapete, fa il tributario, che è un lavoro piuttosto complicato, anche se interessante, e non ti lascia tantissime ferie, e allora quelle poche che ha decide giustamente di impiegarle a ... rompere i coglioni a chi sta cercando di divertirsi a Torremolinos. Ma quanto è bello ritrovarsi una cozza logorroica attaccata ai coglioni? Non troppo. Specialmente se alla sera ti pedina per tutti i locali, esibendo un'imbarazzante t-shirt di Hello Spank e dichiarando pubblicamente di essere un ballerino hip-hop. Inopportuno.

6) Luka. Che non so se scrive con la "K" o con la "C", ma la lettere straniera esprime al meglio la sua condizione di altoatesino emigrato in Spagna per lavoro. Cinquant'anni d'uomo vissuto, un'esperienza che trasuda da ogni poro della pelle. Peccato per la scelta un po' expensive del ristorante in cui ci ha portato: due antipasti del cavolo ed un pesce evidentemente laccato d'oro, un tale besugo che non ha nulla da spartire con il Gabibbo, per un totale di 55 euro a persona. Con Mastercard. Ya, ya.

5) Antonio. E' stata la nostra guida turistica, e per questo gli vogliamo un gran bene. E mantiene il primato per essere l'unico malaghegno a rendersi conto della truzzaggine dilagante e nauseabonda dei suoi concittadini. Nonostante ci abbia proposto di accompagnarlo all'obrobrio della Feria di Malaga, una sorta di festa di Borgonovo ingigantita e molto più tamarra (e già quest'ultima non è da sottovalutare in quanto a tauri), per il resto è stato un autentico ragazzo d'oro. Scarpe della Lumberjack a parte.

4) Manu. Al motto di "Aqui todo el mundo pippa", ecco che a Granada lo zio Claudio ammalia questa splendida quarantenne sosia di Loretta Goggi. E allora arrivederci a Torremolinos, dove la ritroviamo dietro al bancone del bar "La Gorilla", un locus amenus della felicità sintetica. Con una figlia diciannovenne che la invita alla sobrietà, un matrimonio naufragato alle spalle ed un compagno attuale dalle idee un po' troppo confuse: un affresco eloquente di un'eterna adolescente ribelle. Che invece che tra i capelli, la riga se la fa in bagno.

3) La Tìa Paco. Proprietario del bar "La Gorilla", costui è uno degli imprenditori più capaci dell'intera Costa del Sol. Trovare, arredare e dirigere un piccolo barettino in un giardino interno di una località turistica è cosa da tutti. Nascondere dietro a questa attività un fruttuoso commercio di polvere bianca, beh, questa è una cosa da Paco. Denti (e setto nasale) distrutti a parte, si è reso famoso per il saluto "Biba la Itallia" che ci dedicava ogni volta. Nonostante fossimo l'unico gruppo di clienti a consumare unicamente sostanze liquide.

2) Bola. Pittore, artista, cantante. Un ultra-sessantenne che si toglie anni ed anni dalla carta d'identità, e si rincoglionisce ogni giorno di più a suon di alcol e chissà cos'altro. Una vera mascotte, resa indimenticabile da un impeccabile repertorio di melodie italiane: hit dell'estate, la versione rivisitata di "Ti vollio incullare". Cristian e Claudio ringraziano ancora questo fantascientifico individuo per aver consigliato loro di assaggiare l'Ajo blanco. Una zuppa di aglio raffreddata con ghiaccio e spolverata di mandorle.

1) Dolores. E' la zingara di Albaicin a trionfare nella nostra classifica, grazie alla statura direttamente proporzionale alla larghezza ed a quel gragarozzo da pellicano che ci ha fatti innamorare. Imprenditrice astuta, vende nacchere a 7 euro e legge la mano a prezzi variabili a seconda della lunghezza delle varie linee. Il delirio, però, si scatena all'uscita: "Dolores, que en el culo te van-den-brodes". Il significato lo cogliamo solo in parte, ma una settantenne che si definisce in questi termini non può che vincere la nostra sfida.

Filippo

mercoledì 22 agosto 2007

Spagna, non la Ivana

Eccomi qui. Dopo qualche settimana di assenza, riapre ufficialmente il vostro blog preferito, lo spazio su internet più bello del mondo intero, il sito dei vostri sogni. Oltre a questo, riapre anche il blog di Marvellouse, contenti? Fate segno di sì. Bravissimi.

E ritorno direttamente dalla grande cugina Spagna, che ho avuto l'occasione di visitare dal 7 al 16 di questo mese. Il viaggio è iniziato con due fantastici giorni a Granada, una delle più belle città dell'Andalusia. Non lo dico tanto per dire, lo sapete che non sono un tipo da luoghi comuni. Perchè si sa, fidarsi è bene, ma non fidarsi è meglio. E con l'euro è un po' tutto raddoppiato.

Purtroppo non sono riuscito a visitare l'Alhambra, con grande delusione di mio padre che è un accanito fan dell'omonima Seat. W le monovolume.

Tuttavia la cattedrale, il quartiere di Albaicin, la Plaza Nueva e tante altre piccole meraviglie hanno reso indimenticabile la nostra permanenza nella mitica Granada. Un grazie particolare ai gestori della tavernetta Minotauro, che ci hanno allietati con delle deliziose tapas e la migliore sangria che abbia mai bevuto.

Un po' meno grazie a chi ha progettato la rete urbanistica della città. Si narra che anche nel medioevo, la città fosse un'autentica fortezza, perchè anche i nemici più agguerriti restavano letteralmente disorientati davanti alla stupidità dei sensi unici del reticolo stradale. Vabbeh.

Terminata la parentesi culturale della vacanza, eccoci finalmente sulle spiagge meridionali di Torremolinos, una ridente cittadina della costa del Sol. Qui si guadagna in mare, spiaggia e locali notturni, ma si perdono irrimediabilmente la cultura ed il fascino spagnoli.

Per fortuna ci pensa la spiaggia Bolonia, direttamente sull'oceano Atlantico a risollevarci il morale: un vero paradiso naturale, con tanto di stupefacente collinetta di sabbia che sovrasta la pineta circostante. Un vero spettacolo.

Questa vacanza, però, non sarebbe stata mai così speciale senza la presenza dei miei due carissimi compagni di viaggio, Cristian e lo zio Claudio. Un grazie speciale ad entrambi.

Ma vi state forse chiedendo quali personaggi, quali storie si celano dietro a questi 10 giorni passati in terra straniera? No? Antipatici che siete.

Comunque sia nei prossimi giorni, potrete leggere curiosità, speciali e quant'altro sulla mia personalissima avventura andalusa. Che vi piaccia o no. A presto

Filippo

martedì 24 luglio 2007

Camogli

Stordito dalla fame
lungo le tortuose strade liguri,
una visione riecheggia alla mente.
Delirio di focaccia,
tripudio di prosciutto,
con straziante epilogo
di morbido formaggio.
E' questa la magia
di un panino Camogli.


Gianmaria Rustichella
il poeta di Camogli

lunedì 23 luglio 2007

Domenica a Camogli

Ore 7:00, la sveglia suona a casa di Cristian. Apre un occhio, prende il cellulare e postpone di 10 minuti.
Ore 7:10, la sveglia risuona a casa di Cristian. Apre l'altro occhio, prende il cellulare e toglie l'allarme. E buonanotte.
Sono ormai le 10 e 30 passate, forse anche le 11, quando ci si sveglia e ci si ricorda del perchè avessimo puntato la sveglia così presto: andiamo al mare.

Passiamo a svegliare Gian, che mugugna e si rigira nel letto come un Cicciobello prima nanna. Tenerissimo. Colazione veloce, poi si inizia a decidere cosa fare. Dai andiamo, no è tardi, tanto per fare un giro, ma chissà che traffico, che cazzo dici. Gian si dichiara disponibile solo ed unicamente per andare a Varazze. Ok, si va. Solo che sbagliamo strada e arriviamo a Camogli. Fa lo stesso.

- Camogli, mi ricorda qualcosa... -
Silenzio.
- Il panino dell'autogrill -
- No, ma dai, qualcosa di culturale... c'era qualche poeta? -
- Boh, Montale è della liguria? -
- No, Montale è alla periferia di Piacenza -
- Coglione -.

Arriviamo a Camogli e troviamo un fantastico posteggio a 10 minuti dal centro della cittadina (e a 12 dalla fine del paese), che per attirare i clienti mostra un cartello con scritto "Parcheggi in centro: COMPLETI". Peccato che la scritta "completi" sia stampata, e dunque sia fissa indipendentemente dallo status dei posteggi in centro. Per simpatia, ma soprattutto per fame, lasciamo la macchina lì e amen.
Passiamo davanti alla piazzetta "Gente di mare" (dedicata ai fan di Umberto Tozzi), ed arriviamo, dopo qualche minuto di smarrimento, nel rigoglioso centro di Camogli. Dove, almeno per il momento, Gian ed io abbiamo una sola fissa: focaccia.
Saccheggiamo il panificio più vicino e ci sediamo su una panchina per gustare la specialità del posto, la celeberrima focaccia col formaggio. Data la consistenza del prodotto, una cannuccia ne avrebbe facilitato l'assunzione. In mancanza di altro, la pieghiamo in 8 e mangiamo. Buona, forse un po' fredda.

Cerchiamo un buco tra un carnaio di gente. Troviamo un angolino di graziosa spiaggia ricoperta di tanti piccoli sassolini appuntiti che tra le scapole sono davvero un amore, e ci stendiamo al sole. Dopo un'oretta, naturalmente, le case adiacenti decidono di fare ombra proprio sul nostro angolino, e allora fanculo.

Velocissimo giro per il centro del paese, più per cercare un ristorante che per altro, e poi ritorniamo alla spiaggia, con l'intenzione di farci un bagno.
Spostiamo tutte le nostre mercanzie vicino alla riva e ci tuffiamo nel blu della liguria. Peccato per i sassi sottostanti (più odiosi delle mestruazioni con un costume bianco, più odiosi di una panda in corsia di sorpasso) ed i residui tossici galleggianti che ci costringono alla ritirata dopo pochi minuti. Ci stendiamo al sole, Gian si addormenta e russa.

Verso le 18 e trenta decidiamo di andare in un bar per provare la strana specialità della casa, una sorta di gelato molto più ghiacciato alla frutta. Giusto per non sbagliare l'ordinazione, mi avvicino al banco per chiedere conferma.
- Dimmi -
- No, sono seduto lì al tavolino, ma vorrei sapere... -
- Chiedi pure -
- Come si chiama questa cosa ghiacciata, alla frutta? -
- Granita... -
Silenzio.
- E basta? -
- Eh... sì...-
-Ah ... grazie ...-

Ci sediamo al tavolino tutti e tre, Cristian sfoglia la Gazzetta. Accanto a noi un'allegra vecchietta è seduta al tavolo del bar con il proprio consorte, sorseggia un crodino e parla al telefono con la nipotina.
- Sì, stella, hai fatto il bagno? Braaaava, la mia piccolina. Senti, adesso ti lascio perchè sono in un negozio e devo pagare! Un bacione, sì, ciao, ciao! -. Mette giù e si strafoga di salatini.
Vecchia falsa di merda.

Riprendiamo la strada verso il parcheggio, e visto che Cristian non ha fame, ci convince tutti quanti a non perdere l'opportunità di cenare a Recco, il paese più in là.
Arrivati a Recco, rapido giro per il centro alla ricerca di un qualche localino; Cristian scarta la Tavernetta e si dirige verso un simpatico vecchietto che sta annaffiando le piante per chiedergli informazioni. Il gentilissimo signore, brandendo la canna e rischiando più volte di fare un'altra doccia a Cristian, ci indica il ristorante Alfredo. Con una voce degna di un imitatore del Gabibbo.
Ma Alfredo, famoso per le astute scelte in fatto di turismo, ha deciso di chiudere il ristorante per tutta la stagione di punta; riapre il 4 agosto, se volete aspettare.
Torniamo dal Gabibbo, che questa volta ci indica la pizzeria il Ponte.

Gian vuole la pasta con le vongole, Cristian pure, io voglio le trofie col pesto. Subito dopo l'ordinazione parte una discussione sulla scritta (minimo per 2 persone) accanto al nome "Spaghetti con le vongole". Gian avanza il dubbio che, forse, ordinandone 2 porzioni, arriveranno 4 piatti, perchè ognuno era minimo per 2 persone. La fame fa strani effetti, a volte.

Torniamo a casa, cercando di non rivedere ciò che abbiamo mangiato a causa delle graziose curve dell'autostrada ligure. E nel ritorno riecheggia la frase:
- Comunque a me, Camogli, ricorda qualcosa...- .



Filippo

giovedì 19 luglio 2007

LE VACANZE DI MARVELLOUSE

Buongiorno a tutti, ragazzi!
Nonostante non abbia più una mezza cippa-lippa da fare, è venuta ugualmente l'ora di andare un po' in vacanza. Sì, per modo di dire.
Ultimamente sto scrivendo per il magazine culturale L'Altra Pagina, al sito:


Siete tutti ufficialmente invitati a farci un giro.
Qui su Marvellouse gli aggiornamenti andranno un po' a rilento nel mese di agosto, quindi vi chiedo di essere tanto pazienti e di inviarmi le foto delle vostre vacanze, al rientro.
Un bacione a tutti, ci vediamo presto

Filippo

venerdì 13 luglio 2007

Sondaggio: il tormentone dell'estate sarà ...

E' stato il primo sondaggio del blog di Marvellouse, ed il risultato è stato inequivocabilmente netto. Naturalmente votare è assolutamente gratis, quindi piccoli spilorci braccine corte che non siete altro, potete cliccare tutte le volte che volete, anche cinque al giorno, ed il vostro conto in banca resterà intatto. Dunque, passiamo ai risultati:

1) The winner is : Mika con "Relax (take it easy)"

La melodia non è del tutto nuova, in quanto è stata ripresa da un brano dei Cutting Crew intitolato "I just died in your arms tonight". Eppure il ricciolino inglese, dopo la hit di debutto "Grace Kelly", ha confezionato un secondo singolo più che adatto per il mercato europeo, italiano compreso. Chi di voi non si è trovato in questi giorni a canticchiare il ritornello di Relax con pessimi acuti nella parte in falsetto? Un applauso ancora a Mika,"mica" scemo lui ...


2) Medaglia d'argento: Rihanna featuring Jay Z con "Umbrella"

In America impazza: è attualmente per la settima settimana di fila alla numero #1 della Billboard hot 100. Rihanna è bella, si sa, con gli occhi da panterona e le gambotte belle piene. Il video poi, girato tra gli schizzi computerizzati ed un balletto sulle punta altamente discutibile, sembra aver colto nel segno. E la presenza di Jay Z è ormai un certificato di garanzia.

3) Bronzo per Tiziano Ferro, con "E Raffaella è mia"

Un omaggio coraggioso alla grande Raffaella Carrà, quello del Tiziano nazionale, che si dichiara apertamente fan della regina del Tuca tuca, invitandola a ballare con sé nel video per la canzone. E la Raffa che fa? Accetta, naturalmente. Con la freschezza della bambina che non è più. Ma che dentro rimane pur sempre.

4) Quarta piazza per Irene Grandi e la sua "Bruci la città"

Il video girato in Second life è piuttosto carino, originale se non altro. Irene, poi, sembra aver imparato la lezione di "come scrivere un testo che rimanga nella memoria degli ascoltatori". Ed ecco allora che ci piazza un verbo "leccare" in posizione ideale, a metà tra il malizioso ed il provocante. Brava Irene, che fa rima con...

5) Ultimo posto per Paola e Chiara, con "Second life"

Bello il titolo, ma solo quello. Le veline della musica italiana ci riprovano con l'inglese. Ma questa volta, nonostante l'esperienza in tormentoni balneari del calibro di "Vamos a bailar", sfoderano una canzoncina non troppo vivace e nemmeno troppo originale. Confidando nelle loro doti canore, le aspettiamo per la prossima estate...
Filippo